Sep 15 2006
Cambio di stagione
Mi sono reso conto della mia inabilità all’adattamento al cambio di stagione quando sono arrivato a Padova lunedì sera. Scendo dal regionale con l’aria condizionata a palla e mi accorgo dell’assenza della solita zampata di caldo torrido che ti accoglie appena metti piede sulla pensilina. Senza dare troppo peso alla cosa prendo il sottopassaggio e vado verso l’usicta. Mi guardo intorno e noto con immediata malinconia che la gente fuori dalla stazione indossa prevalentemente pantaloni lunghi e maniche lunghe. Qualcuno ha anche la giacca.
Io, con la solita combinazione trolley-zainetto-chitarra, indosso un paio di pantaloncini di una specie di acetato grigio (un tessuto così sottile che ho tutt’ora il sospetto di aver acquistato senza volerlo un costume da bagno, o un costume da bagno riciclato come pantalone) e una t-shirt bianca degli Hives. Sono troppo fuori luogo.
Poi penso che in fondo la stampa di gomma sulla maglietta svolgerà un ruolo determinante nella conservazione della mia temperatura corporea, e in ogni caso dovrò camminare per un quarto d’ora prima di arrivare in appartamento.
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