Feb
06
2008
Dopo circa una settimana senza IM trovo fondamentalmente frustranti e soprattutto inconcludenti altre attività ad alto coefficiente di dipendenza. A dispetto dei buoni propositi mi sono messo ad usare l’e-mail come un ripiego dell’instant messaging. Con la scusa che è tutto sommato in differita, che posso scrivere lunghe lettere come si faceva una volta. Invece eccomi là a controllare gli account più delle imposte 4 volte al giorno. E la stessa cosa sto facendo con i feed RSS.
Forse è questo clima di inconcludenza che si autoalimenta creando proprio la situazione che volevo evitare di creare. No, ad essere proprio onesti sono io a creare il clima in cui vivo e quindi non ha molto senso parlare di cose che “accadono”, “si creano”, e così via. Forse mi serve un periodo di vera e propria disintossicazione.
Regole non rispettate durante la prima settimana:
n.3: I vincoli per l’uso del cellulare prevedono un uso più spostato verso il lato chiamate che verso il lato sms
n.4: I vincoli per l’uso dell’e-mail prevedono al massimo 4 controlli alla casella di posta nell’arco di 24 ore. Le risposte ai messaggi ricevuti vanno scritte entro 10 minuti dalla ricezione e il programma va subito chiuso, per evitare che l’e-mail diventi un surrogato dell’IM.
Ho scritto diversi sms proprio per la mancanza di IM, essendone inoltre consapevole (grave! decisione deliberata di trasgressione delle mie stesse regole!).
Ho controllato spesso e volentieri la posta anche dopo che il primo controllo non aveva portato nuovi messaggi. Chiara sindrome compulsiva, del tipo che ci ridi con gli amici una volta ma poi fa sempre meno ridere e comincia a diventare preoccupante. Attendo spesso con impazienza la comparsa del bollino rosso sull’icona di Mail. Anche qui la trasgressione è consapevole e vista come evento al di fuori del mio controllo, il che è decisamente falso.
Jan
30
2008
Se Steve Pavlina fa esperimenti sul sonno polifasico e sulla dieta di cibo crudo, io, piccolo e inutile nerd con problemi di dipendenza da rete e social media di vario genere, voglio provare questo sconcertantemente banale esperimento: restare senza Instant Messaging per trenta giorni. Mi ricordo dei primi anni su ICQ, quando mi connettevo solo al sabato. Parlavo con un tizio che diceva di lavorare per il governo del Venezuela o della Costa Rica. No, non penso fosse una cazzata. Ma sto divagando. Erano altri tempi, certo… Non avevo ancora un telefono, e anche qui i discorsi del tipo “si stava meglio quando si stava peggio” si sprecano. Massimo Coppola ha scritto un pezzo molto divertente sull’era del telefono di casa e del citofono per Brand:New un sei-sette anni fa. Per molti, oggi, MSN è diventato un sostituto del telefono. Non costa niente, praticamente ce l’hanno tutti, puoi mandare foto agli amici, puoi accendere la webcam, fare disegnini con il mouse, passare pomeriggi a scambiare link di video su YouTube in una catena infinita di inutilità. Forse il problema non è tanto nel mezzo in sè, ma nell’uso. Cioè, indubbiamente. Per me comunque sta diventando un problema. Sarà fame di vero contatto sociale (sono davvero “social” i social media? ok, lasciamo perdere), sarà che voglio cercare risposte altrove, sarà che avrò di meglio da fare, come concentrare la mia vis creativa o dedicare preziose ore allo studio della Storia e della Sociologia, ma per un mese di certo non mi troverete su MSN, Google Talk o AIM (sì, ho aperto un account anche lì).
Le regole:
1. L’uso di un qualunque servizio di instant messaging è proibito, senza eccezioni
2. Le uniche alternative concesse all’instant messaging sono telefono cellulare e e-mail
3. I vincoli per l’uso del cellulare prevedono un uso più spostato verso il lato chiamate che verso il lato sms
4. I vincoli per l’uso dell’e-mail prevedono al massimo 4 controlli alla casella di posta nell’arco di 24 ore. Le risposte ai messaggi ricevuti vanno scritte entro 10 minuti dalla ricezione e il programma va subito chiuso, per evitare che l’e-mail diventi un surrogato dell’IM.
5. Twitter è fondamentalmente IM in differita, almeno per come la vedo io. Quindi, anche Twitter è proibito.
6. L’esperimento dura 30 giorni: il blackout va da mercoledì 30 gennaio a venerdì 29 febbraio
7. Ogni abuso verrà severamente punito con pubblica ammenda sul presente Apocope.
8. Già che ci siamo, terrò traccia dei progressi sempre qui. Per i posteri. O per farmi due risate l’anno prossimo.