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	<title>Apocope</title>
	<link>http://www.mrcury.com/apocope</link>
	<description>Questo non è uno spin-off</description>
	<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 23:34:19 +0000</pubDate>
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		<title>Non può mica piovere per sempre, no?</title>
		<link>http://www.mrcury.com/apocope/2008/06/09/non-puo-mica-piovere-per-sempre-no/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 23:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Io e le donne</category>
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		<description><![CDATA[Non pensa a niente, resta in attesa. Il cielo è di un grigio sporcato di azzurro, quel colore che gli dà la certezza del cattivo tempo. Cade qualche gocciolona ogni tanto, sulle ginocchia che non si cura troppo di riparare sotto la tettoia.
Si guarda orgoglioso i palmi delle mani sapendo di aver fatto tutto ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non pensa a niente, resta in attesa. Il cielo è di un grigio sporcato di azzurro, quel colore che gli dà la certezza del cattivo tempo. Cade qualche gocciolona ogni tanto, sulle ginocchia che non si cura troppo di riparare sotto la tettoia.</p>
<p>Si guarda orgoglioso i palmi delle mani sapendo di aver fatto tutto ciò che poteva, mentre non si aspetta spiegazioni perché sa che non verranno. Perché tutto va benissimo così, e in quel momento può permettersi di parlare dei capricci del tempo.
</p>
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		<title>G33k Pr0n, S1-01: Gli inferiori</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 00:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>G33k Pr0n</category>
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		<description><![CDATA[Comincia con questo post la pubblicazione, più o meno regolare perché non mi sono ancora deciso, della rubrica mensile di 3000 battute che viene stampata dallo scorso ottobre su una rivista free press che si chiama Sound &#038; Vision. Sulle eventuali finalità pratiche di questo scrivere su cose più o meno tecnologiche mi rimetto ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Comincia con questo post la pubblicazione, più o meno regolare perché non mi sono ancora deciso, della rubrica mensile di 3000 battute che viene stampata dallo scorso ottobre su una rivista free press che si chiama Sound &#038; Vision. Sulle eventuali finalità pratiche di questo scrivere su cose più o meno tecnologiche mi rimetto ai posteri. Però mi diverte. Prima di lasciarvi alla lettura: sappiate che la prima persona era in origine una voce narrante con identità studiata a tavolino: un nerd. Col tempo ho un po&#8217; perso per strada l&#8217;integrità della cosa, e sicuramente finirò con lo scrivere dei cazzi miei se vado avanti così&#8230; Ma anche no. Insomma, ecco la prima puntata di G33k Pr0n. Che si legge ghìc pòrn, mi raccomando.</i></p>
<p>Non sono mai stato bravo con la gente. Cioè, faccia a faccia non mi ci trovo perché con gli occhi ti squadrano e col naso storto e i brufoli che ho non mi sento mai a mio agio. Cioè, non ci sto che uno mi guarda e io vedo che non guarda me ma lo schifo che mi è spuntato l’altro ieri sullo zigomo, no? Va beh, comunque col tempo ho scoperto che secondo me soffro di “sociopatia”. Oddio, forse sociopatia è un po’ esagerato perché su Wikipedia c’è scritto che è più un disordine della personalità. No, non mi pare di avere una personalità disordinata. Sono disordinato ma la personalità non mi pare, no&#8230; È che la gente mi incasina a starci in mezzo. Ci parlo poco perché quasi tutta la gente che conosco fuori o mi dà addosso per come sono messo o non sente quando parlo o se sente non capisce di cosa sto parlando.</p>
<p>Mi trovo circa bene con quelli della mia gilda di WoW quando facciamo un LAN party ogni tanto… ma appena qualcuno attacca a parlare della vita fuori vado via con la testa e non seguo più, perché penso all’ultima volta che mi hanno fatto spawn camping in Q3A e per venti minuti mi hanno fraggato finché non me ne sono andato io dal server e ne ho trovato un altro pieno di n00bs che mi è toccato andarmene anche da lì. Che server di merda. Avessi un tower in più me lo lascerei acceso su io, ma poi non è che mi va di sbattermi se mi si riempie di lamer che non sanno scrivere dei cazzo di comandi dalla console. Poi quando gli dici che se hanno problemi possono andare su #linuX-clan.q in IRC ti fanno partire una macro in ASCII che scrive CAZZOCAZZOCAZZO. Si credono hacker, sti qua. Va beh, lasciamo stare.</p>
<p>Almeno con WoW mi sono trovato la gilda dai forum e il server che hanno mi pare più tranquillo. Tipo che se uno vuole stare per i cazzi suoi e farsi un PvE non ha nessuno che lo fragga sul respawn con gli esplosivi. E poi Q2 mi piaceva di più perché almeno c’era la storia e andavi avanti con qualcosa. Alla fine il deathmatch è figo fino a un certo punto. Tipo, mi sono divertito un casino quella volta che ho fatto un mod per Q2 con cui mettevo le facce della gente morta prese su Rotten al posto delle facce dei player. E per un po’ la gente rideva perché erano venute anche bene, ma poi si è chiesta da dove prendevo le texture e mi hanno cazziato perché dicevano che ste cose per i minori che non se lo aspettano non vanno bene. E cazzo, anch’io avevo 16 anni ma mica mi offendevo.</p>
<p>La rete è piena di gente di merda e si riempirà sempre più di gente di merda, come del resto avevo già capito quando nel 1998 eravamo in due in classe con il collegamento ISDN. Mica puoi avere 10M di utenti che giocano tutti seriamente. La feccia è sempre proporzionale a che cazzo ne so, ma comunque è proporzionale allo schifo, e sono pochi quelli che si salvano nei MMORPG. Tutti gli altri sono quelli che non hanno di meglio da fare il sabato pomeriggio, gente come quel Leroy Jenkins che è famoso solo perché la gente gli ride dietro, e che sta così bene con gli inferiori come lui.
</p>
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		<title>30 giorni senza IM, prima settimana</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 18:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>30 giorni senza IM</category>
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		<description><![CDATA[Dopo circa una settimana senza IM trovo fondamentalmente frustranti e soprattutto inconcludenti altre attività ad alto coefficiente di dipendenza. A dispetto dei buoni propositi mi sono messo ad usare l&#8217;e-mail come un ripiego dell&#8217;instant messaging. Con la scusa che è tutto sommato in differita, che posso scrivere lunghe lettere come si faceva una volta. Invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo circa una settimana senza IM trovo fondamentalmente frustranti e soprattutto inconcludenti altre attività ad alto coefficiente di dipendenza. A dispetto dei buoni propositi mi sono messo ad usare l&#8217;e-mail come un ripiego dell&#8217;instant messaging. Con la scusa che è tutto sommato in differita, che posso scrivere lunghe lettere come si faceva una volta. Invece eccomi là a controllare gli account più delle imposte 4 volte al giorno. E la stessa cosa sto facendo con i feed RSS.</p>
<p>Forse è questo clima di inconcludenza che si autoalimenta creando proprio la situazione che volevo evitare di creare. No, ad essere proprio onesti sono io a creare il clima in cui vivo e quindi non ha molto senso parlare di cose che &#8220;accadono&#8221;, &#8220;si creano&#8221;, e così via. Forse mi serve un periodo di vera e propria disintossicazione.</p>
<p>Regole non rispettate durante la prima settimana:</p>
<p>n.3: I vincoli per l’uso del cellulare prevedono un uso più spostato verso il lato chiamate che verso il lato sms<br />
n.4: I vincoli per l’uso dell’e-mail prevedono al massimo 4 controlli alla casella di posta nell’arco di 24 ore. Le risposte ai messaggi ricevuti vanno scritte entro 10 minuti dalla ricezione e il programma va subito chiuso, per evitare che l’e-mail diventi un surrogato dell’IM.</p>
<p>Ho scritto diversi sms proprio per la mancanza di IM, essendone inoltre consapevole (grave! decisione deliberata di trasgressione delle mie stesse regole!).</p>
<p>Ho controllato spesso e volentieri la posta anche dopo che il primo controllo non aveva portato nuovi messaggi. Chiara sindrome compulsiva, del tipo che ci ridi con gli amici una volta ma poi fa sempre meno ridere e comincia a diventare preoccupante. Attendo spesso con impazienza la comparsa del bollino rosso sull&#8217;icona di Mail. Anche qui la trasgressione è consapevole e vista come evento al di fuori del mio controllo, il che è decisamente falso.
</p>
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		<title>Trenta giorni senza IM</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 09:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Comunicazione</category>
	<category>Nerdate</category>
	<category>30 giorni senza IM</category>
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		<description><![CDATA[Se Steve Pavlina fa esperimenti sul sonno polifasico e sulla dieta di cibo crudo, io, piccolo e inutile nerd con problemi di dipendenza da rete e social media di vario genere, voglio provare questo sconcertantemente banale esperimento: restare senza Instant Messaging per trenta giorni. Mi ricordo dei primi anni su ICQ, quando mi connettevo solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se Steve Pavlina fa esperimenti sul sonno polifasico e sulla dieta di cibo crudo, io, piccolo e inutile nerd con problemi di dipendenza da rete e social media di vario genere, voglio provare questo sconcertantemente banale esperimento: restare senza Instant Messaging per trenta giorni. Mi ricordo dei primi anni su ICQ, quando mi connettevo solo al sabato. Parlavo con un tizio che diceva di lavorare per il governo del Venezuela o della Costa Rica. No, non penso fosse una cazzata. Ma sto divagando. Erano altri tempi, certo&#8230; Non avevo ancora un telefono, e anche qui i discorsi del tipo &#8220;si stava meglio quando si stava peggio&#8221; si sprecano. Massimo Coppola ha scritto un pezzo molto divertente sull&#8217;era del telefono di casa e del citofono per Brand:New un sei-sette anni fa. Per molti, oggi, MSN è diventato un sostituto del telefono. Non costa niente, praticamente ce l&#8217;hanno tutti, puoi mandare foto agli amici, puoi accendere la webcam, fare disegnini con il mouse, passare pomeriggi a scambiare link di video su YouTube in una catena infinita di inutilità. Forse il problema non è tanto nel mezzo in sè, ma nell&#8217;uso. Cioè, indubbiamente. Per me comunque sta diventando un problema. Sarà fame di vero contatto sociale (sono davvero &#8220;social&#8221; i social media? ok, lasciamo perdere), sarà che voglio cercare risposte altrove, sarà che avrò di meglio da fare, come concentrare la mia vis creativa o dedicare preziose ore allo studio della Storia e della Sociologia, ma per un mese di certo non mi troverete su MSN, Google Talk o AIM (sì, ho aperto un account anche lì).</p>
<p>Le regole:</p>
<p>1. L&#8217;uso di un qualunque servizio di instant messaging è proibito, senza eccezioni<br />
2. Le uniche alternative concesse all&#8217;instant messaging sono telefono cellulare e e-mail<br />
3. I vincoli per l&#8217;uso del cellulare prevedono un uso più spostato verso il lato chiamate che verso il lato sms<br />
4. I vincoli per l&#8217;uso dell&#8217;e-mail prevedono al massimo 4 controlli alla casella di posta nell&#8217;arco di 24 ore. Le risposte ai messaggi ricevuti vanno scritte entro 10 minuti dalla ricezione e il programma va subito chiuso, per evitare che l&#8217;e-mail diventi un surrogato dell&#8217;IM.<br />
5. Twitter è fondamentalmente IM in differita, almeno per come la vedo io. Quindi, anche Twitter è proibito.<br />
6. L&#8217;esperimento dura 30 giorni: il blackout va da mercoledì 30 gennaio a venerdì 29 febbraio<br />
7. Ogni abuso verrà severamente punito con pubblica ammenda sul presente Apocope.<br />
8. Già che ci siamo, terrò traccia dei progressi sempre qui. Per i posteri. O per farmi due risate l&#8217;anno prossimo.
</p>
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		<title>Garry Kasparov @ Real Time With Bill Maher</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 02:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Garry Kasparov è probabilmente il più famoso giocatore di scacchi del nostro tempo. E questo lo sapevo. Garry Kasparov è un attivista politico russo in corsa per la candidatura alla presidenza della Russia. E questo non lo sapevo. Recentemente è stato arrestato e detenuto per 5 giorni per aver protestato contro il blocco all&#8217;accesso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Wikipedia: Garry Kasparov" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Garry_Kasparov">Garry Kasparov</a> è probabilmente il più famoso giocatore di scacchi del nostro tempo. E questo lo sapevo. Garry Kasparov è un attivista politico russo in corsa per la candidatura alla presidenza della Russia. E questo non lo sapevo. Recentemente è stato arrestato e detenuto per 5 giorni per aver protestato contro il blocco all&#8217;accesso in parlamento di candidati della coalizione &#8220;L&#8217;Altra Russia&#8221;, che ha contribuito a fondare. In questo video rilascia una breve ma illuminante intervista a Bill Maher (conduttore del <a title="Wikipedia: Real Time With Bill Maher" href="http://www.mrcury.com/apocope/wp-admin/">Real Time With Bill Maher</a>, un talkshow politico che va in onda sulla <a title="Wikipedia: HBO" href="http://en.wikipedia.org/wiki/HBO">HBO</a>).</p>
<p><object width="425" height="355"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CvMHjXMiyy4&#038;rel=1"></param>
<param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CvMHjXMiyy4&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>È illuminante soprattutto per i commenti in coda all&#8217;intervista, sia di Bill Maher che di uno degli ospiti in studio.</p>
<blockquote><p>«Non avete l&#8217;impressione che loro [gli attivisti politici come Kasparov] giochino a scacchi mentre noi [gli attivisti e i politici statunitensi, per estensione] giochiamo a dama?»</p>
<p>[risate dal pubblico]</p>
<p>«E pensa in russo! Pensa in russo e parla in un&#8217;altra lingua! Immaginatevi uno dei nostri [politici] che parla una lingua straniera con una raffinatezza del genere!»</p>
<p>[altre risate dal pubblico]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nota a me stesso</title>
		<link>http://www.mrcury.com/apocope/2007/10/30/nota-a-me-stesso/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 01:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Generale</category>
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		<description><![CDATA[Cambiare. Questo. Template.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cambiare. Questo. Template.
</p>
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		<title>Il suicidio dell’industria musicale</title>
		<link>http://www.mrcury.com/apocope/2007/10/30/il-suicidio-dell%e2%80%99industria-musicale/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 01:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Arte e intrattenimento</category>
	<category>Musica</category>
	<category>Comunicazione</category>
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		<description><![CDATA[Questo è un post congiunto tra Apocope e six feet over/under. Tratta di un tema che ci sta molto a cuore, e che pensiamo possa e debba stare a cuore anche a molti altri blogger e musicofagi come noi.
Sentiti libero di copiare questo post e riportarlo nel tuo blog o di linkarlo, se ritieni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un post congiunto tra <a title="Apocope" href="http://www.mrcury.com/apocope/">Apocope</a> e <a title="six feet over/under" href="http://sixfeetoverunder.wordpress.com/">six feet over/under</a>. Tratta di un tema che ci sta molto a cuore, e che pensiamo possa e debba stare a cuore anche a molti altri blogger e musicofagi come noi.</p>
<p>Sentiti libero di copiare questo post e riportarlo nel tuo blog o di linkarlo, se ritieni di essere d’accordo con quanto scritto qui.</p>
<p>Riportiamo una piccola parte, molto significativa, di <a href="http://www.demonbaby.com/blog/2007/10/when-pigs-fly-death-of-oink-birth-of.html">WHEN PIGS FLY: THE DEATH OF OINK, THE BIRTH OF DISSENT, AND A BRIEF HISTORY OF RECORD INDUSTRY SUICIDE</a>, un articolo pubblicato da <a href="http://www.demonbaby.com/blog/2003/12/about-me.html">Rob Sheridan</a> sul suo blog <a href="http://www.demonbaby.com/">demonbaby</a> lo scorso 24 ottobre.</p>
<p>Rob Sheridan è un giovane grafico, fotografo e videoartist che collabora da tempo in strettissima maniera con i Nine Inch Nails. Abbiamo deciso di tradurre la parte conclusiva e “programmatica” del lunghissimo articolo per i pigri e per quelli che con l&#8217;inglese ci fanno a cazzotti. Chiaramente la cosa migliore da fare è andare <a href="http://www.demonbaby.com/blog/2007/10/when-pigs-fly-death-of-oink-birth-of.html">direttamente alla fonte</a> e leggere tutto quanto. Illuminante, soprattutto perchè viene da una persona che lavora e ha lavorato a stretto contatto con artisti e major e che ha una chiara visione di ciò che il music business è stato e, probabilmente, sarà.</p>
<p>[…]</p>
<p>Allora, cosa possiamo fare tu ed io per aiutare ad aprire la porta sul mondo nuovo? La bellezza di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oink's_Pink_Palace">Oink</a> era il modo in cui i fan si sono presi carico, di propria spontanea volontà ed in maniera iper-efficiente, dei ruoli di distribuzione che alle etichette sarebbero tradizionalmente costati milioni di dollari. Gli amanti della musica hanno dimostrato che sono disposti a spendere tempo ed energie nella musica più di quanto siano disposti a spendere soldi. È tempo di mostrare agli artisti che non c’è limite a ciò che un vitale bacino di fan su internet è in grado di realizzare, mentre tutto quello che chiederanno mai in cambio sarà della musica. Ed è tempo di mostrare alle etichette che si sono lasciate sfuggire un’immensa risorsa non accogliendo queste occasioni a braccia aperte quando ne avevano l’opportunità.</p>
<ol type="1" start="1">
<li><strong>Smetti  di comprare musica dalle major. Punto.</strong> L’unico modo per imporre un cambiamento è colpire le etichette dove fa male: nei profitti. Le grandi etichette in questo momento sono come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Terry_Schiavo">Terry Schiavo</a> – sono collegate a delle macchine che le tengono in vita, sbavano in stato di coma, mentre dei tizi con capelli bianchi e vestiti eleganti tentano di cambiare le leggi per mantenerle in vita. Il fatto è che qualunque persona razionale vede che ormai è troppo tardi e che è tempo di staccare la spina. In questo caso, il cavo sono i nostri soldi. Cerca quali etichette appoggiano o sono membri della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA </a> e di simili associazioni in favore del copyright e non dare loro sostegno in qualsiasi modo. <a href="http://www.riaaradar.com/">The RIAA Radar</a> è un ottimo strumento per sapere quali etichette ne fanno parte. Non comprare CD, non comprare da iTunes, non comprare da Amazon, etc. Ruba tutta la musica che vuoi, se viene pubblicata da una major. È semplice, e nonostante la politica di terrore attuata dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA</a> può essere fatto senza pericolo, specialmente se sempre più gente lo fa.
<p>Invia delle lettere a queste etichette, e alla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA</a>, spiegando con calma e professionalità che non sosterrai più i loro affari, per le loro testarde politiche atte a spaventare gli appassionati di musica, e per la loro incapacità di presentare una soluzione lungimirante per la distribuzione digitale. Dì loro che sei convinto che il loro modello di business è obsoleto, e che sono finiti i giorni in cui le compagnie possiedono il lavoro degli artisti. Spiega chiaramente che continuerai a sostenere direttamente gli artisti in altri modi, e spiega MOLTO chiaramente che la tua decisione è il diretto risultato delle azioni e omissioni della casa discografica in merito alla musica in formato digitale.</li>
<li><strong>Sostieni direttamente gli artisti.</strong> Se un gruppo che ti piace è costretto a rimanere sotto major, ci sono una miriade di modi con cui puoi sostenerlo senza comunque comprare i loro CD. Parla di loro con tutti quelli che conosci – metti in piedi un sito del gruppo, se sei un vero appassionato. Vai ai loro concerti quando vengono nella tua città, compra magliette e altro merchandise. Un piccolo segreto: qualunque cosa venduta dal gruppo che non contenga musica è fuori dal controllo dell’etichetta discografica e sostiene economicamente l’artista molto più di quanto non possa fare l’acquisto di un CD. Magliette, poster, cappelli, portachiavi, adesivi…
<p>Manda una lettera al gruppo, e dì loro che non hai più intenzione di comprare la loro musica anche se continuerai ad ascoltarla, facendo passaparola e sostenendola in altri modi. Dì loro che hai preso questa decisione perché stai tentando di imporre con la forza un cambiamento all’interno dell’industria musicale, e che non contribuirai economicamente al sostentamento di etichette affiliate alla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA</a> che possiedono la musica dei propri artisti.</p>
<p>Se ti piacciono gruppi che pubblicano per piccole etichette indipendenti e non affiliate alla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA</a>, compra i loro album! Sosterrai la band che ti piace e anche il duro lavoro di persone che mettono passione nelle loro piccole etichette discografiche rivolte al futuro. Se ti piacciono gruppi completamente indipendenti che producono e pubblicano musica con le proprie forze, sostienili il più possibile! Paga la loro musica, compra il loro merchandise, parla di loro con i tuoi amici e aiutali nella promozione online – dimostra che una rete di fan entusiasti è la miglior pubblicità che una band possa chiedere.</li>
<li><strong>Diffondi il messaggio. </strong>Fai avere questo messaggio a quante più persone possibile – scrivilo sul tuo blog, sul tuo MySpace e, cosa più importante: dillo ai colleghi di lavoro, ai famigliari, ai tuoi amici, alla gente che magari non ha la tua stessa familiarità con internet. Insegna loro come usare i torrent, mostra loro da dove possono prendere musica gratuitamente. Spiega loro come sostenere gli artisti facendo morire di fame le major, chi dovrebbero sostenere e chi non dovrebbero aiutare.</li>
<li><strong>Diventa politicamente attivo. </strong>Il modo più veloce per porre fine a questa situazione senza senso è cambiare le leggi che regolamentano la proprietà intellettuale. Le major influenzano i politici per manipolare le leggi sul copyright nei loro interessi, quindi noi elettori dobbiamo influenzare i politici per gli interessi della gente. Contatta i tuoi rappresentanti locali. Spiega loro educatamente e chiaramente che credi che le leggi sul copyright non riflettano più gli interessi della gente, e che non voterai per loro se continueranno ad appoggiare gli interessi della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA</a>. Consiglia loro di portare proposte di legge che aiutino a cambiare le leggi superate e le abnormi sanzioni che promuove la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA</a>. […]</li>
</ol>
<p>Ora che Oink è stato chiuso mi chiedo dove andrò per scoprire nuova musica. Tutte le opzioni esistenti, in modo particolare quelle legali, a confronto sono deprimenti. Mi chiedo quanto tempo debba passare prima che tutti possano legalmente sperimentare quel tipo di nirvana musicale a cui gli utenti di Oink erano abituati. Non sono troppo preoccupato – sicuramente nascerà qualcosa di ancora migliore dalle ceneri di Oink, e la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/RIAA">RIAA</a> riponderà con altre cause ed altri processi e il ciclo si ripeterà ancora ed ancora, fino a che l’industria musicale non morirà dissanguata.</p>
<p>E allora tutto quanto potrà cambiare, e sarà nelle mani degli artisti, dei fan e di una nuova generazione di imprenditori il potere di decidere come funzioneranno gli affari nel mondo della musica. Che tu sia d’accordo o meno, questo è un dato di fatto. È inevitabile – perchè la determinazione dei fan nel condividere e scambiarsi musica è molto, molto più forte della determinazione delle multinazionali nel fermare tutto questo.
</p>
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		<title>NaNoWriMo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 08:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Sullo scrivere</category>
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		<description><![CDATA[E così un&#8217;altra estate è uscita di scena, mentre l&#8217;autunno non sembra abbastanza vicino per potersi rattristare com&#8217;è abitudine. La questione è sempre la necessità primaria di fare uscire questa tensione per lo stimolo creativo verso qualcosa di concreto.
Come ha già ricordato il fratello six feet over / under, uno dei modi per ovviare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così un&#8217;altra estate è uscita di scena, mentre l&#8217;autunno non sembra abbastanza vicino per potersi rattristare com&#8217;è abitudine. La questione è sempre la necessità primaria di fare uscire questa tensione per lo stimolo creativo verso qualcosa di concreto.</p>
<p>Come ha già ricordato il fratello <a href="http://sixfeetoverunder.wordpress.com/">six feet over / under</a>, uno dei modi per ovviare a questa necessità è quello di impelagarsi in un&#8217;impresa per cui non c&#8217;è assoluta certezza di successo, a cui fa da contrappunto una seria perplessità sulla effettiva realizzabilità della cosa – vale a dire il <a title="What is NaNoWriMo?" href="http://www.nanowrimo.org/eng/whatisnano">National Novel Writing Month</a>.</p>
<blockquote><p><em>[Qui c&#8217;era la spiega. L&#8217;ho cancellata apposta per farvi perdere tempo a leggere il collegamento e perché <a href="http://sixfeetoverunder.wordpress.com/2007/10/03/dave-eggers-aiutami-tu/">qualcuno l&#8217;ha già tradotto</a> e perché non mi va l&#8217;idea di una semplice traduzione che preferisce la chiarezza allo stile. Sì, sono tutto forma e niente contenuto]</em></p></blockquote>
<p>Trenta giorni ha novembre, con april giugno e settembre. Se trenta giorni per scrivere un romanzo sono effettivamente un&#8217;assurdità, quello a cui punta l&#8217;organizzazione è prevedibilmente il creare un clima di collaborazione e aiuto tra i partecipanti. La cosa che trovo interessante di questo progetto è il fatto che chiunque arrivi a 50000 parole ha vinto. Ogni anno ci sono sempre più partecipanti da tutto il mondo (in Italia siamo solo in due o mi sbaglio?) che non vincono sempre, ma ci provano. Si iscrivono e si buttano. È un&#8217;ottima occasione per quelli che come me hanno sempre voluto scrivere un romanzo ma non hanno mai avuto l&#8217;occasione o il calcio nel culo che li abbia fatti prendere in mano una penna o una tastiera per scrivere qualcosa di più lungo di tre pagine.</p>
<p>Non aspettavo altro. Anziché una sfida contro la Letteratura Presuntuosa, è più una sfida di gruppo contro la Letteratura Presuntuosa. Un bel gruppone allo sbando. E poi c&#8217;è un forum per chiedere pareri, cazzeggiare, provarci con le intellettuali di Boston pensando di farla franca per poi coprirti di ridicolo, trovare un gruppo di sostegno che ascolti e <em>capisca</em> le tue paranoie quando e se arrivi alla seconda settimana, mentre la tipica telefonata ai parenti segue lo schema:</p>
<p><em>Sì, sto scrivendo un romanzo&#8230; In un mese, sì. Devo consegnarlo entro il 30 novembre!</em></p>
<p><em>[suoni indistinti dal ricevitore]</em></p>
<p><em>Come a chi? No, è per un sito. Eh, no, non mi pagano.</em></p>
<p><em>[stupore indistinto dal ricevitore]</em></p>
<p><em><em>Sì&#8230; Mah, è più per me. No, non posso cominciare adesso! No, non posso scrivere niente prima del 1 novembre&#8230; Assolutamente&#8230; No, ci sono le regole. Sul sito. Va beh, mica mi controllano, ma se mi metto a&#8230; Capito?</em></em></p>
<p><em> </em><em><em>[accenno di sconforto indistinto dal ricevitore]</em></em></p>
<p><em> </em><em><em>Mah, per la trama non ho un&#8217;idea precisa. Ecco, a grandi linee sì ma&#8230; Ecco, infatti, in ogni caso potrebbe essere una cazzata&#8230; Sì, sì, lo faccio comunque.</em></em></p>
<p><em> </em><em><em>[sconforto indistinto dal ricevitore]</em></em></p>
<p><em> </em><em><em>Senti, ci sono altri centomila pazzi come me là fuori! Sì! Forse non ho di meglio da fare che studiare per laurearmi questa primavera!</em></em></p>
<p><em> </em><em><em>[cazziatone indistinto dal ricevitore]</em></em></p>
<p><em> </em><em><em>*click*</em></em></p>
<p>Passerò un mese d&#8217;inferno! Evviva!
</p>
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		<title>Eccoci</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 21:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Pensieri</category>
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		<description><![CDATA[Qui nel bel mezzo del buio, davanti a due finestre di cui una aperta per fare un po&#8217; di corrente. Oggi non faceva caldo, ma avrei fatto meglio a lasciare a casa la felpa per scivolare sui marciapiedi di una città non ancora uscita dal tepore estivo (nonostante gli sbalzi di temperatura della settimana scorsa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui nel bel mezzo del buio, davanti a due finestre di cui una aperta per fare un po&#8217; di corrente. Oggi non faceva caldo, ma avrei fatto meglio a lasciare a casa la felpa per scivolare sui marciapiedi di una città non ancora uscita dal tepore estivo (nonostante gli sbalzi di temperatura della settimana scorsa, figli dei tempi). Il passo urbano: cammino sempre in fretta, qui, per la consapevolezza della folla. Troppo Durkheim a volte fa male, non abbastanza fa anche peggio.
</p>
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		<title>Progetto MacBookPro, parte IV</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 22:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrcury</dc:creator>
		
	<category>Progetto MacBook Pro</category>
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		<description><![CDATA[Ordinato l&#8217;ordinabile, bonificato il bonificabile, mi ero preparato ad un arido e appiccicoso agosto di atrocitante (neologismo creato all&#8217;uopo) attesa del mio primogenito. Sì, insomma, del coso di alluminio con sopra la mela che si illumina. E invece leggo or ora che quella costosa webcam da 2MP è stata spedita! E arriva fra neanche due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ordinato l&#8217;ordinabile, bonificato il bonificabile, mi ero preparato ad un arido e appiccicoso agosto di atrocitante (neologismo creato all&#8217;uopo) attesa del mio primogenito. Sì, insomma, del coso di alluminio con sopra la mela che si illumina. E invece leggo or ora che quella costosa webcam da 2MP è stata spedita! E arriva fra neanche due settimane! IL DIAVOLO!</p>
<p>Ecco, adesso che ho dato notizia al mondo di questa mia piccola gioia (che è un grande passo per me piccolo uomo, e un insignificante passo per l&#8217;umanità tutta che se ne frega) mi sento meglio.</p>
<p>Annuncio altresì pubblicamente che questo è il penultimo capitolo della saga &#8220;Progetto MacBookPro&#8221;. Forse. Mi riserverò la facoltà di usare l&#8217;ultimo giusto per una recensione al volo del parallelepipedo. Ma sarà inutile dal punto di vista contenutistico: saranno sospiri, gridolini di gioia, superflue elucubrazioni e virtuosismi stilistici che abuseranno un post-italiano sincretizzato da anglicismi sfiziosi come il cioccolato nel gelato alla stracciatella. Nonché celebrazioni da apple-fanboy e autocelebrazioni perché sì.</p>
<p>Grazie, grazie, grazie a tutti.
</p>
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