Jun 09 2007

Progetto MacBookPro, Parte III

Published by mrcury under Progetto MacBook Pro

Al di là delle più rosee previsioni, sono usciti i nuovi ciccini belli già martedì scorso. Mi sono fatto la mia bella posta a MacRumors e ho fatto un piccolo saltino quando ho aggiornato il sito e ho visto Apple Releases New MacBook Pros With Santa Rosa & LED Displays. Eccoci qui. Adesso il problema della tediosa attesa si presenta minaccioso da un duplice fronte: il disco di base è a 5400RPM, quindi penso che andrò per un 7200RPM. L’inserimento del quale, purtroppo, allunga i tempi di spedizione da 3 giorni a 4-6 settimane. Un mese. UN MESE! Dall’altro fronte si avvicina invece la sessione esami, che temo di non poter sfruttare al meglio se sarò “distratto” dal coso lì, il parallelepipedo di alluminio. Che poi prima ho chiamato un rivenditore che mi ha garantito tempistiche inferiori a quelle dell’online store. E mi illudo, no?

Tipo, se lo ordino martedì? Quando arriva? Fine giugno? Fine luglio? Avrò dato esami? Sopravviverò alla straziante attesa?

Meglio concentrarmi sul presente, va’. Un batch di foto da aprire e salvare. Ci mette 5 minuti ad aprire 10 file. ‘Sto povero catorcio ha visto tempi migliori. Piccolino, lui, con il case aperto.

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Jun 04 2007

Il “dopo”

Published by mrcury under Pensieri

Quando è tutto finito divento la superficie piatta di un oceano di alabastro. E non è una brutta sensazione.

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May 11 2007

Progetto MacBookPro, parte II

Published by mrcury under Progetto MacBook Pro

Pensavo di scrivere cronache infinite su questo topic, ma pare che non ci sia molto di cui parlare. Sto parlando di questo.

Ci sono buone notizie. Mi sono finalmente deciso a parlare ai miei sponsor della possibilità di avere un computer nuovo perché il mio è vecchiotto e mi sta abbandonando, lo schermo cambia colore, e anche ieri sera si è spento mentre stavo salvando delle foto, e poi giù a Padova mi serve un portatile, volete mica che scrocchi sempre a coinquilini no?

Al che, la risposta è stata liscia e semplice e mi ha inaspettatamente scaldato il cuore:

Sì, non c’è problema, basta che poi però ti laurei.

Rimandando pure ad altra sede le discussioni relative a ciò che segue la seconda virgola, io mi fermerei anche a ciò che precede la prima. Quelle due magiche lettere, la diciassettesima e nona dell’alfabeto. Dolci lettere, sublime parola.

Insomma arriva. Ero lì lì che stavo per dare l’OK al campo base e partire per il negozio, sapendo comunque che Leopard arriverà in ottobre e tanto vale prenderlo adesso perché tutti gli switcher si lamentano solo del fatto che si sentono stupidi per non averlo preso prima.

Poi, avendo come il sentore qualcosa che bolliva in pentola, ho dato un’occhiata a MacRumors. No, dai, lo sapevo perché sono almeno sei mesi che controllo due volte al giorno tra MacRumors e ThinkSecret e The Apple Blog per riuscire a captare qualche segnale dal fronte software o hardware. Che ho detto? Va beh: il succo del discorso è che il giorno stesso in cui ho avuto il via libera, sulla mitica Buyer’s Guide mi mettono un bel “Don’t buy, updates soon” in rosso. Grazie. E quando sarebbero i prossimi aggiornamenti?

Facendo due più due, leggendo qui che la nuova piattaforma Santa Rosa di Intel dovrebbe essere in consegna dal mese di maggio e là che dovrebbero essere in arrivo nuovi display LED, e là ancora che c’è pure il WWDC l’11 giugno con la presentazione di Leopard, e notando che di solito annunciano prodotti in grandi conferenze e a volte proprio al WWDC…

Bingo! L’undici giugno! Dovrò resistere un mese con la mia produttività mutilata da un rumorosissimo PC in fin di vita, che ha da due settimane un lato del case aperto perché se lo chiudo si spegne per surriscaldamento

Diciamo che intanto sopravvivo come ho fatto per tre anni, dai. Con Windows. Madò, non vedo l’ora. E poi sarà la fine di tutto.

Ah, ricordo che sono sempre ben accette le donazioni improvvise e soprattutto senza motivo. Sì, in alto a destra c’è il bottoncino! Clicca!

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Apr 18 2007

Nine Inch Nails @ Alcatraz, MI (1 aprile 2007)

I fan dei Nine Inch Nails sono molto devoti alla causa. Estremamente devoti. Poi magari sono solo io, che da mesi non ascolto quasi altro, non parlo quasi di altro e di conseguenza non vedo altro. Ma il fatto è che dopo With Teeth, dopo le presenze nei maggiori festival europei meno che in Italia (guarda un po’), dopo sette anni dall’unica data italiana del Fragile Tour, dopo l’entrata di un tastierista italiano nella formazione (dopo l’avvento di Josh Freese alla batteria, cari signori), dopo l’indicibile smacco per i pochi temerari che sono andati al Greenfield Festival in Svizzera a vedere il signor Reznor che annulla il concerto per maltempo, dopo un DVD live già disponibile in alta definizione (ma quanto avanti sono?!), dopo l’annuncio di un nuovo disco fighissimo in arrivo per metà aprile, dopo una massiccia invasione in rete con siti di supporto al concept di questo nuovo disco fighissimo che praticamente tutti hanno già scaricato da due settimane e/o stanno ordinando da Amazon, insomma dopo tutto questo casino un concerto così ci voleva. Neanche fosse di nuovo il 1994, siamo in un nuovo rinascimento.

La gran parte del pubblico che domenica 1 aprile era all’Alcatraz di Milano indossava una maglietta nera con il logo del gruppo. E già questa è orgogliosa devozione. Gli altri erano fondamentalmente vestiti di nero o con outfit da scoppiati o filologicamente industrial. Se devo immaginare cosa si vedesse dal palco, suppongo un grumo di sudati giovanotti come scarafaggi aggrovigliati che si dimenano sotto i 269 BPM di March Of The Pigs. La devozione si misura anche dal fatto che le spille al banco del merchandising sono finite subito.

Il tipico fan ha reagito con trasporto all’ora e mezza di scaletta, buttandosi a testa bassa e gomiti in alto sui vicini appena è partito il tu-pa-tu-pa-tu-pa-tu-pa-tu-pa-tu-pa-tu-tu-pa di Mr. Selfdestruct ma restando in religioso silenzio durante Hurt. Qui qualche cretina ha osato urlare Trènt uì lòv iù! un paio di volte (sacrilegio!) mentre il nostro passava dal ritornello alla seconda strofa, ma è stata prontamente zittita da un più ortodosso devoto. Credo con relativo imbarazzo dell’officiante.

Sinceramente mi aspettavo un Trent molto più stronzo e misantropo. Invece ha ammortizzato una bottigliata da una fan con un “Hey, we’re all friends here”. Notevole. Sarà che da quando è sobrio ha una visione meno nera della vita. E ammetto che non mi dispiace affatto. Ma tornando al concerto: la band è perfettamente all’altezza di tutto ciò che possa mai avvenire su un palco.

Di Josh Freese non parlo perché direi solo banalità. Di Jeordie White posso dire che è precisissimo e fa una botta paurosa, di Alessandro Cortini butto lì che è italiano e suona con Trent Reznor, di Aaron North posso confessare una personale intolleranza per la gestualità che usa sul palco (disegna degli 8 in aria con la chitarra!) ma gli si abbuona tutto perché suona con Trent Reznor. Trent Reznor invece sembra avere buone capacità vocali, e ammetto che non me l’aspettavo. Adoro come gratta sotto nelle tonalità più basse. Potrei, se proprio devo, contestare gli abbellimenti che fa ultimamente. E vabbè.

Forse grazie al nuovo chitarrista il sound complessivo pare più rockettaro e happy-go, ma dall’altro lato ci sono anche campionamenti più scuri e basi percussive molto distorte che fanno sempre bene.

La nuova formazione ci sta a pennello insomma, sia con il nuovo materiale che con quello vecchio. In buona sostanza la scaletta della serata potrebbe essere riassunta come un onesto greatest hits della carriera del gruppo, dal primo singolo a due pezzi del nuovo Year Zero. I nuovi pezzi rendono molto bene dal vivo, un po’ come The Hand That Feeds che subito non mi aveva convinto. Tuttavia si sente che avrebbero bisogno di un set più omogeneo e ad ampio respiro, che li collochi meglio nel contesto per cui sono stati pensati. I pezzi vecchi hanno tutta la gloria del passato e qualcosa in più: gli arrangiamenti mi sono sembrati più scarni rispetto a quello che avevo sentito del Fragile Tour, ma ben diretti ed efficaci. Molti pezzi sono stati in parte rivisti e adattati per i nuovi componenti: Cortini per esempio metteva ovunque il riff di The Only Time (ok, in Closer si sapeva. E poi in Down In It, dai). Grazie, Alessa’!

Una serata piacevolissima, corsa troppo in fretta per molti avidi fan, divisa tra feedback, rumori e basi danzerecce. Un gruppo che vale la pena di vedere e rivedere, più e più volte, con scalette di due, tre, sei ore. O forse sono solo io.

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Feb 28 2007

Il mouse non è Dio

Published by mrcury under Comunicazione, Nerdate

Sto usando il computer del mio coinquilino (perché al momento sono ancora sprovvisto di laptop, ahimè - ma potete sempre aiutarmi ad averne uno! Donate qui in alto a destra!) che non solo non ha il mouse, ma anche il trackpad rotto. Per muovere il cursore bisogna insistere un po’ e dimostrare alla macchina la propria determinazione.

Io vs. computer:

Voglio il cursore proprio sopra quel pulsante.
No, un po’ più a destra.
No, proprio lì.
Te lo sposto qualche pixel giusto fuori dal pulsante, sotto. Va bene?
No, senti… SUL pulsante.
Ok, adesso finisce nell’angolo in basso a destra.
Grazie.

Il semplice scrivere questo post (meglio: inserire grassetti e corsivi) è un’esperienza snervante senza poter usare un mouse o un dispositivo di puntamento. E dire che il mouse non è il massimo dell’intuitività se ci pensate bene. Usiamo la freccina-puntatore da anni, ci facciamo venire tunnel carpali per posizioni scomode e movimenti ripetitivi per adeguarci ad un oggetto che è tutt’altro che intuitivo e naturale. Certo, più intuitivo che scrivere istruzioni su un terminale testuale, ma credo si possa fare di meglio.

Usiamo onomatopee o peggio per definire azioni (clicca qui, click-destro, click-sinistro, doppio click), usiamo sostituti virtuali di oggetti più familiari ma usandoli in modo diverso da come li useremmo nella vita reale (i pulsanti): non c’è il ritorno sensoriale dall’azione del cliccare - almeno non a livello immediato, ma sempre mediato e in modo approssimativo. Non si trascina un’icona come si trascinerebbe un oggetto nella vita reale. Non si ingrandisce un documento come si ingrandirebbe nella vita reale - intuitivamente, tirandolo come un oggetto elastico.

Per ovviare al problema dell’assenza di un dispositivo di puntamento funzionante, e visto che questi sono per il momento in fase sperimentale (spero per poco), ho deciso di prendere la direzione opposta e usare la ancora più obsoleta e ancora più assurda (ma comunque necessaria) tastiera! Le mie scorciatoie preferite sono, su Firefox

tab: vai al campo successivo
shift tab: vai al campo precedente
ctrl F: trova nella pagina (permanente)
/: trova nella pagina (temporaneo)
ctrl +: aumenta la grandezza dei caratteri
ctrl -: diminuisci la grandezza dei caratteri
ctrl 0: grandezza dei caratteri originale
backspace: indietro di una pagina
shift backspace: avanti di una pagina
ctrl T: apri una nuova scheda
ctrl W: chiudi la scheda corrente
ctrl 1, 2, 3, 4, etc: vai alla scheda 1, 2, 3, 4, etc
alt: menu
F5: ricarica la pagina
F11: tutto schermo
alt home: vai alla home page
ctrl tab: scorri le schede

Divertimento assicurato.

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Feb 06 2007

Isolamento acustico

Published by mrcury under Generale, Viaggi

Insomma, ho preso questi auricolari Etymotic che stavo corteggiando da tempo su ebay. Sono isolati, e di buona qualità. Cioè, si sente bene. Oggi le ho provate nella situazione in cui è di maggiore importanza un buon isolamento acustico: il viaggio in treno. Ho aspettato fino a che non ho preso il regionale da Vicenza a Padova, sono salito al piano rialzato e ho messo gli auricolari.

Spettacolare.

Il rombo del treno sui binari viene completamente tagliato fuori, niente di niente. Una delle cose più fastidiose del viaggiare in treno è appunto il rumore. In pochi si rendono conto di quanto fastidio dia, e di quanto meglio sarebbe avere non dico delle carrozze isolate meglio, ma anche solo dei tappi. Il viaggio è molto più rilassante: sembra di fluttuare dolcemente nell’aria.

Senza musica si sente una sensazione di risucchio per via delle flange di gomma, ma la vera figata non è cosa viene tagliato, ma cosa passa: il rumore della pioggia sui finestrini.

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Nov 22 2006

Questa potrebbe essere una blog-cover

Published by mrcury under Pensieri

Ok, perché fingere a questo punto? Fino a quando? Perché arrivare addirittura a fare finta di fingere, negare tutto ammettendo esattamente ciò che voglio nascondere perché so che tanto non mi crederà mai? Perché continuo pedissequemente a mettere un muro di cemento tra ciò che sono e ciò che voglio essere? Da cosa mi sto proteggendo? Perché questo muro si sta sgretolando, e non durerà ancora molto. E perché voglio uscirne vivo e vedere cosa c’è dietro, stavolta voglio poter affermare di essere pronto.

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Nov 13 2006

With Teeth

Published by mrcury under Generale

(16:42:22) mrcury: new teeth!
(16:42:28) mrcury: hai messo la dentiera?
(16:42:51) new teeth: hey!
(16:42:56) new teeth: nono sono andato dal dentarolo
(16:42:59) new teeth: mi ha fatto la pulizia
(16:43:05) new teeth: un dolore mastodontico
(16:43:10) new teeth: ho fatto i salti sulla sedia
(16:43:32) mrcury: haha, anch’io
(16:43:39) mrcury: quest’estate
(16:44:09) mrcury: pensavo fosse più felice, invece ti va sotto la gengiva col trapanetto!
(16:44:22) new teeth: *iocan
(16:44:41) mrcury: sì
(16:45:01) mrcury: l’igienista mi fa “da quando sei entrato hai cambiato faccia: l’espressione del dolore!”
(16:45:16) mrcury: e io mi sono stupito, perché sono convinto di avere sempre la faccia depressa
(16:45:37) mrcury: devo essere stato messo male!
(16:46:57) new teeth: mi hanno scoperto SEI carie
(16:46:59) new teeth: SEI
(16:47:04) new teeth: e io i denti me li lavo SEMPRE
(16:47:15) new teeth: mi fa “devi usare il filo interdentale e il colluttorio”
(16:48:11) mrcury: a me ha detto che il filo interdentale me lo spiega la prossima volta

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Nov 02 2006

Progetto MacBook Pro, parte I

Published by mrcury under Progetto MacBook Pro

Ho deciso. Mi serve un MacBook Pro. Ne ho bisogno perché sarei molto più produttivo e potrei fare più a lungo e più efficientemente quello che mi piace: scrivere, compilare stili per pagine web, ritoccare foto, comporre e ascoltare musica. La presente situazione mi permette di dedicarmi alla maggior parte di queste attività solo nei weekend, ritagliando tempo da quello già pieno di prove con i gruppi, uscite con gli amici, concerti etc.

In appartamento posso usare i computer dei coinquilini, ma in modo limitato per ovvi motivi. Finisco per fare le solite cose noiose come perdere tempo su internet. E ovviamente se il computer è condiviso ci sono dei momenti in cui vorrei usarlo ma non posso.

Il mio “piccolo” obiettivo per il medio termine è quindi quello di riuscire a prendere un MacBook Pro da 15″ dopo l’uscita di Leopard, che dovrebbe venire installato di default in tutti i mac a partire dall’inizio del 2007. Questo mi dà due mesi abbondanti di tempo per racimolare circa 2300€.

Ora, c’è un major issue a questo nobile proponimento. Non ho entrate stabili e 2300€ sono tanti. L’unico denaro di cui dispongo è quello dato per gentile concessione dei cari genitori, che mantengono la mia quota di affito dell’appartamento e mi danno quanto basta per arrivare dignitosamente a fine mese senza frizzi e lazzi esagerati. Dico esagerati perché in fondo non mi posso lamentare, e in effetti potrei risparmiare qui e là in diverse occasioni.

Il vero obiettivo è quindi quello di riuscire a trovare una o più fonti di sostentamento che mi permettano di avere, alternativamente:

  • soldoni tonanti in quantità entro due mesi in modo da acquistare in un’unica soluzione (poco probabile)
  • un finanziamento dalla banca per pagare il tutto a rate (già più probabile)
  • un finanziamento dai miei per pagare il tutto a rate (probabile e preferibile)

Mi voglio impegnare in questo progetto, e vedere cosa riesco a combinare.

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Oct 30 2006

Verde

Published by mrcury under Generale

In città il crepuscolo ammorbidisce le superfici in un modo che non avevo mai visto. Le facciate di vetro degli edifici rivolte a ovest sono di un arancione vivo, liquide. Qualche finestra accesa interrompre la regolarità della griglia. Girandoci attorno vedo un cielo azzurro pastello striato di cirri rosa, mentre loro sono neri e con pochi colori. In controluce si neutralizzano i dettagli e si vede meglio il cielo.

L’acqua del canale è di un verde intenso con poche foglie sparse sulla superficie, l’acqua è ferma. Sembra una colata di vetro versata tra una sponda e l’altra, sotto i ponti, giù accanto alla strada.

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